Corpo mummificato di una donna Chachapoya




Il "Maine Penny"
L'ipotesi dei vichinghi in Sud America
Storia » Generale
E' ormai dato per certo che i vichinghi raggiunsero le Americhe più di mezzo secolo prima di Colombo a partire da quando, come riportato nella Saga dei Groenlandesi, la flotta di Bjarni Herjólfsson diretta dall'Islanda alla Groenlandia finì fuori rotta ed avvistò le coste nord americane circa nel 986.
Fu poi Leif Ericson che, in base al racconto di Bjarni, attorno all'anno 1000 esplorò alcune terre del Nord America ribattezzandole Helluland, Markland e Vinland (probabilmente le odierne Isola di Baffin, Labrador e Terranova); in quest'ultima venne anche costruito un piccolo insediamento oggi identificato con buona probabilità in L'Anse aux Meadows.

Non ci sono attualmente comprovate evidenze archeologiche di presenza vichinga più a sud, escludendo una moneta d'argento norvegese ritrovata nel 1957 in un vecchio insediamento nativo americano nel Maine, coniata durante il regno di Olaf Kyrre tra il 1065 ed il 1080. E' tuttavia oggetto di dibattito il fatto che tale ritrovamento sia una prova di effettiva presenza vichinga, si sostiene infatti che la moneta potrebbe essere giunta da nord attraverso semplici canali commerciali indigeni.
Esistono solamente delle teorie e delle ipotesi talvolta molto controverse ad azzardate, di studiosi come Jacques de Mahieu, relative al fatto che i vichinghi possano aver raggiunto ed esplorato anche l'America centrale e meridionale.
Nelle Ande sono state ritrovate mummie che si discostano monto dalla tipologia umana degli amerindi, presentando alta statura, visi affilati, crani allungati e capelli chiari.
Nel 2008 una spedizione italiana compiuta dall'Accademia Kronos è andata in Perù per cercare di far luce, tra le altre cose, su queste misteriose mummie.
Si ringrazia il Dott. Gabriele La Malfa per aver permesso di pubblicare il seguente resoconto:

Accademia Kronos ha recentemente organizzato una spedizione nel nord del Perù (ottobre-novembre 2008) con lo scopo di far luce sul mistero degli uomini bianchi presenti sulle Ande più di 1000 anni fa, scomparsi prima dell'arrivo degli spagnoli, e per documentare la nuova "Machu Picchu" del nord del Perù: la misteriosa acropoli di Kuelap, capitale del popolo delle nuvole, i Chachapoyas.

Il gruppo, dopo qualche vicissitudine dovuta alle avversità atmosferiche e dopo aver superato una regione quasi inaccessibile, fuori da ogni circuito turistico, è riuscito a raggiungere il territorio dei Chachapoyas del Rio Utcumbamba (esattamente nelle vicinanze delle falde orientali della Cordigliera delle Ande, dove tra l'altro si dice trovarsi la famosa "città perduta").

I membri della spedizione giunti sul posto hanno cercato di far luce o almeno cercare di capire qualcosa di più sul misterioso popolo di carnagione chiara, di alta statura e dai capelli rossi, che già mille anni fa viveva sulle Ande. Secondo gli studiosi delle università di Lima e di Arequipa, impegnati in una campagna di scavi in questa zona del Perù, questa popolazione, i Chachapoyas, erano probabilmente originari del nord Europa (la loro fu una delle civiltà più progredite di quell'area).

Si è pensato subito ai Vichinghi, essi, infatti, attorno all' anno 1000, cioè circa 490 anni prima di Cristoforo Colombo, sbarcarono sulle coste del nord America. Dell'arrivo dei Vichinghi in America vi sono documentazioni scritte confermate da testimonianze archeologiche provenienti da scavi effettuati nel 1961 a Anse-aux-Meadows, sulla costa nordoccidentale di Terranova. Oltre a ciò due manoscritti scandinavi del XIII secolo, noti come la «Saga dei Groenlandesi» e la «Saga di Erik il Rosso», raccontano di cinque diverse spedizioni dalla Groenlandia a Vinland («Terra delle viti»). Infine alcuni studiosi inglesi e canadesi ipotizzano che i vichinghi non si fermarono solo a Terranova, ma che proseguirono verso sud fino ad arrivare probabilmente sulle Ande.

La questione, tuttavia, si è fatta ancora più enigmatica dopo l'incontro con lo scienziato peruviano Walter Alva, lo scopritore delle tombe di Sipan e Sikan della civiltà Moche ( 200 d.C.), che per la loro importanza sono state paragonate quasi alle tombe reali egiziane.
Allo scienziato è stato chiesto a che punto fossero giunte le ricerche sul misterioso popolo delle nuvole, i Chachapoyas. L'archeologo, come tutti gli scienziati seri, non si è lasciato andare a soluzioni semplicistiche o al confine con la fantascienza, ma ha fatto capire che i bianchi sulle Ande rappresentano un fatto che in futuro potrebbe far riscrivere parte della storia dell'uomo. Si pensi che alla datazione al carbonio 14 alcuni resti di questi uomini alti, dalla carnagione bianca e dai capelli rossi sono risultati vecchi di oltre 2000 anni.

E' questo per gli studiosi un enigma che ad oggi non trova spiegazioni; è un mistero che si aggiunge agli altri caratterizzanti tutta l'area geografica del Perù, come i teschi dolicocefali della civiltà Paracas (700 a.C. – 100 d.C.) o le misteriose piste e disegni di Nazca.

Concludendo con i Chachapoyas, possiamo solo dire che le cronache dei conquistadores del 500 li riportano come un popolo mitico anche per gli Incas, difficile da conquistare se non dopo anni ed anni di guerra, quando alla fine i forti guerrieri delle nuvole si erano ridotti a poche centinaia di individui e quindi facili da sottomettere per gli Incas invasori.
Attualmente le uniche testimonianze fisiche di questo popolo sono la fortificazione di Kuelap, le misteriose tombe rupestri e alcuni scheletri.
Ora spetta all'archeologia dirci qualcosa di più ....... noi restiamo in attesa.

I partecipanti alla spedizione sono stati: Gabriele La Malfa, Massimiliano Calzia, Diego Gaddi, Giorgio Meroni e Giovanni Redaelli.

Filippo Mariani



Fonti

G. M. Gathorne-Hardy, "The Norse Discoverers of America", Oxford, Clarendon Press
Edmund Carpenter, "Norse Penny"
Jacques de Mahieu, "L'Agonie du Dieu-Soleil", Robert Laffont

articolo inserito il 19/11/2009 da Nicola "Surtr" Fin