Un manipolo di studiosi sotto la direzione di L. Koch e M.A. Cipolla ci presentano la traduzione dei prime nove libri (i "leggendari") dei Gesta Danorum, lungi dall'essere una mera riproposizione disordianata (secondo le parole di Olrik) di storielle e leggende locali, Sassone riplasma le innumerevoli fonti a sua disposizione creando una storia dei popoli originale e fonte di conoscenza per gli studiosi moderni. Dopo un'ampia introduzione che tocca i punti principali dell'opera con la classica poeticità della Koch passiamo al Prologo che ci informa del piano dell'opera. Oggi sappiamo che l'intento di Sassone era puramente politico-dinastico, ma nella prefazione l'autore sottolinea come la gloria dei tempi passati non può essere taciuta ora che la scrittura latina era giunta anche nel lontano nord. Il Libro I parte dalla genealogia dei primi sovrani danesi, rintracciandone la discendenza (per paraetimologia secondo un diffuso uso medievale) dai Danai greci. Il Libro II ci presenta i primi re-eroi danesi, Frothone, avvicinabile alla figura del Sigurdh volsungico, e Hrolfr kraki con la sua straordinaria eloquenza (i versi tradotti presentano in tutta l'opera l'orignale latino). Il Libro III presenta la controversa storia di Hothero e Baldero, qui stravolti come principi nemici per l'amore di Nanna e protagonisti da battaglie fraticide quanto più lontane dalla tradizione eddica dei Balders draumar. Finalmente nel Libro IV ci viene raccontata la storia di Amleto, da finto pazzo per vendicare la morte del padre ad abile "giocolierie delle parole". Il Libro V, creando un parallelo con la pax Augustea, ci propone la storia di Frothone e il suo regno giusto e di pace (la leggendaria pace di Frodhi norrena) sotto la guida di Erico l'eloquente, consigliere saggio ed esperto di oratoria, fautore della tregua nordica. Dopo la sua morte, nel Libro VI, sale al trono un poetastro ma la figura centrale di questo libro è Starcathero, le sue imprese, i suoi versi e la maledizione che lo segnano dalla nascita i tratti principali del racconto. Molte storie costellano il Libro VII, tra le più avvincenti la sfortunata storia d'amore tra Hagbartho e Signe (Hagbardhr e Signy della tradizione norrena). Nel Libro VIII prende posto la famosa battaglia di Bràvellir, in cui si stermineranno danesi e svedesi, e la morte di Starcathero. Concludono il libro i due viaggi (eco dell'Odiseea omerica) intrapresi da Re Gormone e Thorkillo nella terra dei Giganti solo per il "gusto della conoscenza". Il Libro IX, che chiude il ciclo leggendario parlandoci delle imprese di Regnero (Ragnar Lodhbrok "brache di pelo nelle saghe nordiche).
Ogni Libro sviluppa un tema principale,. la traduzione attenta e scorrevole rendono l'opera davvero godibile, impreziosita anche da dipinti di Skovgaard, Dreyer, Lundbye etc. che ritraggono i luoghi descritti e la natura selvaggia della Danimarca con le sue tombe megalitiche. Le note sono curate in maniera egregia e a conclusione dell'opera abbiamo un Glossario di oltre 100 pagine che scheda tutti i nomi prorpi, gli antroponimi, teonimi, toponimi, etnonimi e nomi di oggetti magici quali spade, gioielle, navi con relative occorrenze fuori dal testo nella tradizione norrena, anglosassone e germanica (e anche latina classica e medievale), anche con le relative spiegazioni! Monumentale!
GESTA DEI RE E DEGLI EROI DANESI
Sassone Grammatico
Koch L.; Cipolla A. M.
1993, Einaudi